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CORSO DI AGGIORNAMENTO PER INSEGNANTI
"NESSUNO ESCLUSO"
PREMESSA

  L'impegno del comitato italiano per l'UNICEF con il mondo della scuola ha avuto sempre come obiettivo la diffusione dell'Educazione allo Sviluppo, che costituisce da oltre un trentennio un importante area di attivitàdi tutti i Comitati Nazionali UNICEF.
Le sue prpoposte hanno attratto sempre di più l'attenzione degli educatori e promosso esperioenze educative interessanti nei vari livelli di istruzione, dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria superiore, con l'obiettivo di preparare le nuove generazioni a giocare un ruolo attivo nei processi di veloce cambiamento, promuovendo valori come pace, giustizia sociale e consapevolezza ambientale, nonchè atteggiamenti cooperativistici e socialmente attivi.
All'interno del Programma di Educazione allo sviluppo, negli ultimi dieci anni, ha giocato un ruolo importante la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. L'educazione di un bambino, recita appunto la Convenzione, è diretta "a favorire lo sviluppo della personalità del fanciullo", nonchè lo sviluppo delle sue facoltà e delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutta la loro potenzialità.
La Convenzione si rivolge agli stati, ma la sua applicazione coinvolge tutti gli attori sociali che hanno responsabilità educative: genitori, legislatori, dirigenti scolastici e insegnanti. Portare la Convenzione nella scuola dunque significa anche contribuire a promuovere e rafforzare un processo di trasformazione che ha per obiettivo una cultura adulta più sensibile e attenta ai diritti umani dei bambini e degli adolescenti.
La proposta educativa dell'UNICEF è sempre stata riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione che, a coronamento di una collaborazione ultradecennale (dal 1990 ha sempre emanato una cicolare in appoggio al programma UNICEF alle scuole) con il Protollo d'Intesa siglato il 31 luglio 200 risconosce il Comitato Italiano quale "interlocutore in ambito formativo e formativo per l'Educazione allo sviluppo e i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza".


SCUOLA, UNICEF ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO
Tutti i programmi culturali dell'UNICEF Italia si propongono di coinvolgere le istituzioni e i settori più attivi della società civile nella ricerca di un avvenire migliore per le nuove generazioni, fondato sul rispetto della Convenzione sui diritti dell'infanzia.
E' questo il senso della presenza dell'UNICEF nel mondo della scuola con il suo Programma di educazione allo sviluppo: una proposta che intende arricchire l'offerta formativa partendo dai bisogni dei bambini e degli adolescenti di oggi e da un'attenta analisi degli attuali squilibri economici e sociali a livello locale e mondiale.
L'Educazione allo sviluppo significa per l'UNICEF favorire l'acquisizione di una prospettiva globale dei diritti umani che, attraverso l'adozione di processi interattivi di apprendimento, faciliti nuovi atteggiamenti e comportamenti ispirati a una maggiore responsabilità e partecipazione.
L'Educazione allo sviluppo non è dunque una nuova disciplina, ma non si propone come una modalità nuova di affrontare le diverse materie, attraverso i seguenti orizzonti tematici:
  • L'interdipendenza, la percezione dei legami esistenti fra tutti gli esseri del pianeta;
  • la giustizia sociale, la necessità di garantire a ogni essere umano pari opportunità di sviluppo sia fisico che intellettuale;
  • il conflitto sociale e la risoluzione del conflitto, come prassi per educare alla pace e allla gestione ecologica delle relazioni;
  • il cambiamento e il futuro, per percepire gli elementi di continuità e di discontinuità con il passato e i limiti e le potenzialità dell'intervento dell'essere umano nella storia.



LA SCUOLA E IL TERRITORIO
La scuola, interlocutore privilegiato di infanzia e adolescenza, con l'autonomia si apre ai mille linguaggi e ai mille saperi del territorio: a tale scopo si rende indispensabile l'interazione con le istituzioni e le forze del territorio per perseguire un unico obiettivo: costruire una cultura dell'infanzia partendo dai bisogni dei bambini e dei giovani.

PER L'ANNO SCOLASTICO 2004-2005 il Comitato Italiano per l'UNICEF comitato provinciale di Rimini propone a tutte le scuole della provincia di ogni ordine e grado, nell'ambito del Programma di educazione allo sviluppo, di lavorare sull'attualissimoi tema della discriminazione e dell'esclusione sociale e si rivolge a tutti gli insegnanti inviadoli al Corso di aggiornamento, qui di seguito, illustrato dal titolo "Nessuno Escluso"

PROGETTO 2004-2005: "NESSUNO ESCLUSO"

La proposta educativa che l'UNICEF di Rimini presenta quest'anno è la stessa per tutti gli ordini di scuole: inserire tra gli obiettivi della programmazione il tema della discriminazione e dell'esclusione sociale.
L'esclusione sociale è un fenomeno complesso che interessa in maniera trasversale, con diversi gradi di intensità, le società dei paesi a sviluppo avanzato così come i contesti dei paesi in via di sviluppo. In tutto il mondo minoranze etniche, gruppi sociali, o particolari categorie di persone si trovano in condizioni di estrema vulnerabilità, esclusi, in parte o del tutto, dai benefici prodotti all'interno della socità in cui vivono.
Sono milioni le bambine e i bambini ai quali vengono negati i più elementari diritti: 150 milioni di essi soffrono di malnutrizione, 120 milioni non vanno a scuola, 6000 giovani al giorno contraggono il virus dell'HIV/AIDS e miliaia di minori subiscono le drammatiche conseguenze della guerra o lavorano in condizioni pericolose.
Ma le altre forme di discriminazione e di eslusione sociale costringono bambine e bambini a vivere ai margini delle nostre società "ricche", come ad esempio quelle legate alla provenienza etnica, sociale o religiosa, o a una condizione di disabilità.
E' su questo doppio binario che si articolano le proposte di lavoro dell'UNUCEF con l'obiettivo di far conoscere ai nostri ragazzi quelle forme di esclusione che coinvolgono l'infanzia e l'adolescenza dei paesi più poveri, ma anche quelle che sono più vicine a noi. In particolare desideriamo richiamare l'attenzione su quelle forme di esclusione legate alla differenza di genere, affrontando il tema degli stereotipi maschili e femminili; all'handicap analizzandone le cause che si possono prevenire e le forme di esclusione ad essa associate; quelle legate al credo religioso, che rappresentano una questione centrale per le attuali paure etnofobiche, in particolare nei confronti dell'Islam e viceversa; alla provenienza.

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Il Comitato Provinciale per l'UNICEF di Rimini ringrazia sentitamente l'Ing. Roberto Patumi e tutta la Infotel Telematica s.r.l. per ospitare gratuitamente queste pagine ed il Dott. Giuseppe Semeraro per il prezioso contributo offerto nella redazione delle stesse.

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